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Cappotto termico, ecco perché permette di risparmiare in bolletta

È stato proprio l’Enea, nell’usuale Rapporto annuale che riguarda gli interventi di efficienza energetica che hanno sfruttato la detrazione al 65%, a svelare come l’isolamento delle pareti puntando sulla tecnica del cappotto termico, consente di ottenere un importante risparmio a livello energetico, che ovviamente si va poi a riflettere in bolletta, visto che si spenderà circa il 20% in meno.

Il cappotto termico consente di ottenere un simile risparmio soprattutto per via del fatto che comporta un utilizzo minore di combustibile per il riscaldamento, ma al contempo permette di avere una necessità più bassa del condizionatore durante la stagione estiva. Inoltre, è stato calcolato anche come le spese legate all’intervento possono essere recuperate nel giro di 8-9 anni.

Ristrutturazione della casa e isolamento termico

Qualora il cappotto termico dovesse essere associato ad una ristrutturazione più completa e generale, ecco che si potrebbe raggiungere una vera e propria ottimizzazione delle prestazioni termiche che caratterizzano l’abitazione nel lungo periodo. Quattro anni fa, i lavori di isolamento delle pareti verticali hanno portato ad un boom di investimenti pari ad oltre 300 milioni di euro.

Nel corso degli ultimi, oltre 6 interventi su 10 ha avuto ad oggetto degli appartamenti nei condomini, mentre solo il 25-30% ha riguardato delle abitazioni isolate. Sono pochi, in realtà, quegli interventi che sono stati effettuati su dei condomini e degli edifici nel loro complesso.

La realizzazione del cappotto termico

Quando si deve effettuare un cappotto termico su un appartamento, la soluzione migliore, spesso e volentieri, è quella di optare per l’isolamento delle pareti lavorando dall’interno. Un intervento che non comprende ogni lato, ma solamente i due uri ad angolo che presentano la maggiore esposizione rispetto alle intemperie climatiche, soprattutto al freddo.

Un aspetto molto importante che deve essere preso in considerazione è lo spesso dell’isolamento, che cambia in relazione alla fascia climatica in cui è collocato l’immobile. Non solo, visto che dipende anche da altri fattori, come ad esempio l’impianto di riscaldamento, l’esposizione rispetto ai raggi del sole, le condizioni in cui si trovano sia il tetto che il solaio.

In tutte quelle aree climatiche dove le rigide temperature imperversano più di frequente, ecco che lo spessore ideale di un cappotto termico dovrebbe essere compreso tra 10 e 12 centimetri. Nelle zone in cui ci sono condizioni climatiche più miti, invece, lo spesso è inferiore, visto che si passa a 5-8 centimetri. L’isolamento, in questi casi, ha soprattutto come obiettivo quello di combattere efficacemente la calura durante la stagione estiva.

Dal punto di vista dei materiali, quelli maggiormente utilizzati comportano l’impiego di polistirolo espanso, anche se delle ottime alternative sono rappresentate da lane minerali, oppure di vetro oppure di roccia. Vanno benissimo anche il poliuretano, così come la lana di legno che è stata mineralizzata.

La scelta del materiale che deve essere impiegato è chiaramente collegata al prezzo, così come ai suggerimenti che vengono dati da parte di professionisti certificati. Fondamentale operazione per capire quale può essere il preventivo è il rilievo termotecnico preliminare: quest’ultimo intervento può avere un costo compreso tra 150 e 200 euro. L’inizio dei lavori deve avvenire solo ed esclusivamente in seguito ad una diagnosi complessiva e approfondita dell’abitazione.

L’installazione del cappotto termico ha un costo specifico al metro quadrato: il calcolo deve necessariamente includere la manodopera, così come i materiali che vengono utilizzati e i ponteggi da applicare, qualora fosse necessario. Il costo complessivo di tale operazione è differente in relazione alle dimensioni dell’area in cui deve essere svolta l’installazione del cappotto termico. Infatti, in un appartamento può essere sufficiente la superficie di 10-12 metri quadrati colpita dall’operazione, mentre è chiaro che in una residenza singola le dimensioni sono maggiori, visto che l’isolamento di solito coinvolge tutte le varie pareti.

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