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Hai preso una multa all’estero? Ignorarla può costare molto caro

multa stradale

Ricevere una multa durante una vacanza all’estero può rovinare il viaggio, soprattutto quando la contestazione arriva settimane o mesi dopo il rientro in Italia. Molti automobilisti pensano che attraversare il confine sia sufficiente per lasciarsi alle spalle la sanzione. In realtà, ignorare il verbale può comportare conseguenze economiche e problemi in caso di un nuovo viaggio nello stesso Paese.

La situazione cambia a seconda dello Stato in cui è stata commessa l’infrazione, del tipo di violazione e dell’eventuale presenza di accordi con l’Italia. All’interno dell’Unione europea, in particolare, lo scambio di informazioni tra le autorità rende più semplice identificare il proprietario del veicolo e notificargli la multa.

Le multe prese nell’Unione europea possono arrivare in Italia

Gli Stati dell’Unione europea collaborano per individuare i conducenti che commettono determinate infrazioni stradali con veicoli immatricolati in un altro Paese. Le autorità straniere possono quindi ottenere i dati relativi all’intestatario della targa italiana e inviare il verbale al suo domicilio.

Il meccanismo interessa soprattutto alcune violazioni considerate particolarmente pericolose per la sicurezza stradale. Tra queste rientrano:

  • il superamento dei limiti di velocità;
  • il passaggio con il semaforo rosso;
  • il mancato utilizzo della cintura di sicurezza;
  • la guida in stato di ebbrezza;
  • la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti;
  • il mancato uso del casco;
  • la circolazione in corsie vietate;
  • l’utilizzo del telefono durante la guida.

La normativa applicabile è quella dello Stato in cui è avvenuta l’infrazione. Ciò significa che limiti, importi, riduzioni per il pagamento anticipato, termini di ricorso e conseguenze accessorie dipendono dalle leggi locali, non dal Codice della strada italiano.

Un comportamento consentito in Italia potrebbe essere vietato o punito più severamente in un altro Paese. Per questo motivo, prima di partire è utile controllare le regole relative a velocità, parcheggi, dotazioni obbligatorie, pedaggi e zone a traffico limitato.

Cosa succede quando il verbale arriva a casa

La comunicazione dovrebbe contenere le informazioni necessarie per comprendere l’accusa: luogo e data dell’infrazione, targa del veicolo, norma violata, importo richiesto e modalità di pagamento. Dovrebbero inoltre essere indicati i termini e gli strumenti disponibili per presentare un ricorso.

Prima di pagare è opportuno verificare attentamente i dati. Errori sulla targa, sul luogo, sul veicolo o sull’identità del proprietario possono giustificare una contestazione. Non basta invece sostenere di non conoscere la legge straniera, perché chi guida in un altro Paese è tenuto a rispettarne le regole.

Anche la lingua del documento merita attenzione. Il destinatario deve essere messo nelle condizioni di comprendere il contenuto essenziale della contestazione. In presenza di un verbale poco chiaro, di richieste sospette o di coordinate di pagamento insolite, è preferibile contattare direttamente l’autorità indicata usando i recapiti ufficiali.

Ignorare la lettera non elimina automaticamente il debito. L’importo potrebbe aumentare a causa di interessi, maggiorazioni e spese di recupero. Nei casi previsti, lo Stato che ha emesso la sanzione può attivare procedure per ottenerne il riconoscimento e la riscossione anche in Italia.

Si perdono i punti sulla patente italiana?

Una multa presa all’estero non determina normalmente la sottrazione automatica dei punti dalla patente italiana. Il sistema a punti non è ancora completamente uniforme tra i diversi Paesi e le autorità straniere non possono applicare direttamente tutte le conseguenze previste dal proprio ordinamento alla patente rilasciata in Italia.

Questo non significa che il conducente sia sempre al riparo da provvedimenti. Nel territorio in cui è stata commessa l’infrazione potrebbero essere applicati un divieto temporaneo di guida, il fermo del veicolo o altre misure previste dalla legge locale.

In caso di violazioni gravi, come la guida in stato di ebbrezza o una condotta che provoca un incidente, le conseguenze possono andare ben oltre il semplice pagamento di una somma. Possono entrare in gioco procedimenti penali, obblighi di comparizione e limitazioni alla circolazione nel Paese interessato.

Multe ricevute con un’auto a noleggio

Quando l’infrazione viene commessa con un veicolo noleggiato, la prima comunicazione può arrivare alla società proprietaria dell’auto. Quest’ultima trasmette alle autorità i dati del cliente indicato nel contratto e può addebitare un costo amministrativo sulla carta utilizzata per la prenotazione.

Questa somma non coincide necessariamente con la multa. Il conducente potrebbe quindi ricevere due richieste separate: una da parte dell’autonoleggio per la gestione della pratica e una dall’autorità pubblica per la violazione.

Il contratto di noleggio deve essere letto con attenzione. Oltre alle spese amministrative, può prevedere addebiti per pedaggi non pagati, accessi in aree vietate, parcheggi irregolari o mancata comunicazione dei dati del conducente.

Cosa cambia nei Paesi fuori dall’Unione europea

Per le multe prese in uno Stato esterno all’Unione europea la riscossione può risultare più complessa. Molto dipende dall’esistenza di accordi bilaterali con l’Italia e dalle procedure riconosciute dai due ordinamenti.

L’assenza di un sistema automatico non rende però la sanzione inesistente. Il debito può restare registrato nel Paese straniero e creare problemi durante un viaggio successivo. In base alle norme locali, il turista potrebbe trovare richieste di pagamento maggiorate, limitazioni amministrative o provvedimenti legati al veicolo.

Anche le società di recupero crediti possono essere incaricate di contattare il destinatario in Italia. Prima di versare denaro è necessario controllare l’autenticità della pratica, la provenienza della richiesta e la corrispondenza con il verbale originario.

Pagare o presentare ricorso

Chi riconosce l’infrazione dovrebbe rispettare le scadenze indicate, soprattutto quando è prevista una riduzione dell’importo per il pagamento rapido. Chi ritiene invece che la multa sia errata deve seguire la procedura di ricorso prevista dallo Stato che l’ha emessa.

Lasciare trascorrere i termini può rendere più difficile contestare la sanzione e far crescere la somma richiesta. Per importi elevati, violazioni gravi o documenti difficili da interpretare, può essere utile rivolgersi a un professionista esperto di diritto stradale internazionale.

Il rientro in Italia, quindi, non cancella automaticamente una multa presa durante le vacanze. Verificare il verbale, rispettare le scadenze e conservare ricevute e comunicazioni è il modo più sicuro per evitare che una semplice infrazione diventi un problema molto più costoso.

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